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venerdì 16 settembre 2011

di getto#8

Ogni giorno sedeva allo stesso tavolino . Uno di quelli leggeri da dehor. Sedeva lì e aspettava. Un the ghiacciato a rinfrescarlo dal calore di quelle ore. Sedeva sempre solo e guardava verso la fermata del tram dall'altra parte della strada. E poi quell'odore di menta lo colpiva dritto in faccia. Era un attimo. Un solo momento di puro ricordo. Era successo per caso. Stava lì a contare le ore trascorse. Passo svelto, grembiule in mano, capelli sciolti. Odore di menta. "Tesoro lavati le mani.. è ora di pranzo." Flash. "Bravo..siediti bene". Allora si alzava e tornava a casa. Sorrideva.

sabato 20 agosto 2011

di getto#6.2

ovetto. cccc. the. the verde. gelato e frutta. gelato alle sei. sole. troppo sole. verdure del mercato. "oh no mi ha preso" (verso di corvo arrabbiato). fenomenale. griglia. pomodori. lasagne. un salto in libreria. focaccia. riposino. mare. doccia. sagre. pesto. frittelle e lungo mare. rientro anticipato. "è ora". reazione a catena. portata principale Amore.


Sofia ama animare il suo diario. Dare colore alle pagine attraverso quello che le regala Davide. Ciò che la lega a lui e le fa sorridere il cuore.


mercoledì 22 giugno 2011

di getto#4.1

"cavoli puzzi di fumo"
"ho fumato più di venti minuti fa piccola"
"puzzi. e non chiamarmi piccola cavoli"
"e non chiamarmi piccola.."
"quanto sei infantile"
"quanto sei infantile.."

"Jo e Marco. sempre la solita storia.." pensa Greta avvicinandosi ai due. Jo è visibilmente innervosita. La pelle chiara delle guance ha raggiunto ormai tonalità tra il porpora e il viola. Un sorrisetto beffardo incornicia il volto di Marco. I due stanno insieme da tre mesi ma non si può dire che Greta sia la persona più felice del mondo. Greta lo vede dai suoi occhi. Quegli occhi verdi sempre così vivi si sono spenti da un bel pò. "Tre mesi" pensa Greta, "tre mesi per spegnere la sua scintilla". Greta non sopporta Marco. Egocentrico, arrogante, presuntuoso. E bellissimo. "se non fosse per quel sedere.."

"ciao ragazzi"
"ehi..."
"Greta.. andiamo?"

"che gran culo" sussurra Marco soffermando lo sguardo sui jeans attillati di Greta mentre le due amiche si allontanano. Sempre la solita storia.


lunedì 28 marzo 2011

di getto#6.1

Maglietta a maniche corte, mani sul volante, sguardo rivolto un pò alla strada un pò alla sua compagna, sulla bocca le parole di una vecchia canzone. Sguardo assente rivolto al paesaggio, mani ad accarezzare il viso del suo compagno, sulle labbra un sorriso. Davide e Sofia, insieme. Soli per un pò.
Verdure in padella. Gelato. Amore. Hamburger. Amore. Doccia. Amore. Cosplay. Kernel panel. Storia. Amore. Amore. Amore. Matematica. Finanziamenti. Assi. Lasagne. Pollo. Amore. Nutella. Amore.
Sofia ha mille pensieri in testa ma Davide sa leggere nei suoi occhi.
Sa come baciarla. Sa come farla ridere. Sa come farsi perdonare. Sa come riscaldarle cuore e corpo. Sa come Amarla.

Sofia chiude il diario rosa sbiadito.
Lentamente lo riposa sul comodino e spegne la luce.
Fa freddo. Prende la coperta e si avvolge dentro.
Torna a dormire da sola.

trrr. Nuovo messaggio ricevuto.
Ecco Davide.





sabato 5 febbraio 2011

di getto#3.1

Mi sono accorto di te in una giornata di pioggia. Eri seduta al tavolo meno illuminato della biblioteca, in fondo alla sala vicino ai libri di letteratura inglese. Seguivi con lo sguardo la pioggia infrangersi sui vetri. Indossavi un golfino color crema su una maglietta blu. I capelli raccolti in una morbida coda. Avevi una matita tra le mani e davanti a te un libro, fisso sulla stessa pagina da quando l'avevi aperto. Ho avuto l'impressione fossi immersa in un mondo tutto tuo. Dove i tuoi pensieri volano.

Eri seduta con le gambe incrociate. Il pantalone leggermente alzato lasciava intravedere delle calze a righe sulle tonalità del rosso. Il colore di cui si colorano le mie guance ogni volta che ti penso. I capelli raccolti in una morbida coda. Gli stessi che porti probabilmente ogni giorno in modo diverso, seguendo il tuo umore. I tuoi occhi così espressivi fissi sulla pioggia.

Seguivi con lo sguardo la pioggia infrangersi sui vetri. Una pioggia incessante che sembrava affascinarti tanto. Sembrava quasi accompagnare i tuoi pensieri. Una colonna sonora quasi perfetta al film che stavi vivendo davanti ai tuoi occhi aperti, eppure chiusi alla realtà. La stessa realtà di cui quel giorno facevamo parte entrambi, senza che tu nemmeno lo sapessi.

I tuoi occhi così espressivi fissi sulla pioggia. I miei occhi vispi fissi su di te. Da quel giorno non sei più tornata in quella biblioteca. E ogni giorno che passa sento crescere il desiderio di te. Penso. E in fondo soffro. Terribilmente. In silenzio.

Mi sono accorto di te in una giornata di pioggia. Anonima fino a quel momento.




(di getto#3)

mercoledì 19 gennaio 2011

di getto#2.1

Betta è alla finestra.

Incessante. Incalzante. Non riesce a smettere di guardare la pioggia.

La strada è vuota. O forse la pioggia è talmente fitta da nascondere tutto alla vista.

Betta pensa a lei. Non lo fa spesso come prima, ma ogni tanto Chiara torna a bussare alla porta della memoria. E Betta apre.

Il suono del telefono la sveglia dai suoi ricordi. Accende la luce e si dirige verso quella musica ripetitiva. "Chissà dove l'ho lasciato.."

Silenzio. "Beh, richiameranno.."

Improvvisamente sente freddo. Betta indossa una felpa, di quelle che la avvolgono in un caldo abbraccio. Spegne la luce e si dirige verso la finestra. Verso la pioggia. Verso il suo passato. Verso lei. Ed eccola. Potrebbe riconoscere quei capelli ricci e biondi tra mille bambole bionde. Potrebbe riconoscere quelle gambe lunghe e muscolose tra quelle di mille ballerine. Potrebbe riconoscere Chiara tra mille, semplicemente. Riapre gli occhi, come da un sogno lontano. E lei è lì. Vicina, oltre il vetro. Sotto la pioggia. Incessante. Incalzante. La sua presenza.

Betta stropiccia gli occhi. E lei è lì, ancora.


"Ehi.."

"Ehi.."

Incessante. Incalzante. Il silenzio tra loro.

"Davide mi ha lasciata.. di nuovo."

"Tutti vengono lasciati" vorrebbe dire Betta. Come Chiara aveva fatto due anni prima, lasciandola senza parole. Alzando quel muro che le aveva allontanate, che le aveva portate a cambiare. Le persone cambiano come le stagioni. E nulla può evitarlo. Nemmeno loro ci sono riuscite. Ma ora lei è lì, ancora.

"Mi spiace.." dice a Chiara. "Te l'avevo detto" dice tra sè.

Betta abbassa lo sguardo. Non riesce a sostenere lo sguardo triste di Chiara, quegli occhi azzurri che potrebbe riconoscere tra mille paia.

Non riesce a sostenere la massa di pensieri, il peso delle parole non dette, che le impediscono di essere felice, nonostante tutto.

"Mi sei mancata" Chiara lo sa.

"Non siamo più quelle di un tempo" Betta lo sa.

Incessante. Incalzante. La distanza tra loro.

Per ora.





(di getto#2)

giovedì 13 gennaio 2011

di getto#7.1

Nonostante i finestrini siano completamente abbassati, sembra che l'aria non voglia circolare nella vecchia 500. Claudio stende il braccio in una delle più classiche posizioni da camionista. Guida già da due ore e il tempo sembra non passare. Ogni tanto getta uno sguardo dallo specchietto a Chiara. La sua metà è ranicchiata in un angolo e guarda fuori. "Chissà a cosa pensa..".

La rossa del gruppetto li osserva silenziosa (stranamente) e tocca una spalla a Giò: occhiali appesi al collo della canotta bianca, cappellino calato sugli occhi e bocca spalancata. Al tocco di Vitto, il bello salta sul sedile. "Amore allora sei sveglio!" "Si Amore, si.." e Vitto scoppia in una risatina di soddisfazione. I due cominciano a stuzzicarsi (come sempre): lei comincia a cantare una canzone degli Articolo31 e lui la zittisce con una dei Black Eyed Peas. E questa scenetta ripetuta più e più volte fino a quando Chiara si intromette con "Le tagliatelle di Nonna Pina" e i due fidanzatini decidono che anche il loro bel gioco deve durare poco. Vitto sbuffa e apre un sacchetto di pop corn allungandolo prima a Chiara e poi ai due ragazzi. Chiara immerge le mani nel pacchetto e con la lingua di fuori, cerca di riempirle più che può (adora leccare il sale che ricopre quelle pallette bianche).

"Come è buffa. Tanto buffa quanto bella.." pensa Claudio, spiando le due ragazze.




(di getto#7)

martedì 11 gennaio 2011

di getto#7

Una farfalla si posa sul bordo della maniglia della piccola 500 verde.

Chiara e Vitto aspettano fuori dall'autogrill mentre Gio' e Claudio sono entrati (da ormai venti minuti) per fare rifornimento di dolciumi e schifezze varie. Li aspetta un viaggio lungo e Vitto, la solita sbadata, ha dimenticato il compito che le era stato assegnato (l'unico). Per cui eccole, ferme sotto il sole, vicino al "bolide" di Chiara, nell'attesa che i ragazzi rimedino alla dimenticanza della rossa del quartetto.


Chiara ascolta senza attenzione i discorsi dell'amica sulle ultime tendenze dell'estate: il lucida-labbra ipermegastraluccicoso che solo nelle pubblicità dura ore intere, quelle scarpe con il tacco che metterai una volta nella tua vita (ma sono tanto belle), le ballerine anche per chi non sa la differenza tra la prima e la seconda e ancora blablabla. L'attenzione di Chiara è così bassa che riesce a farsi distrarre da una farfalla, posatasi delicatamente sull'auto della mamma. La dolce Chiara ne osserva ogni dettaglio: i colori accesi, le ali delicate, quel volo solitario.


Vitto non sopporta i silenzi. Ogni volta che gli occhi di Chiara sembrano perdere la loro solita luce, la rossa capisce che l'amica non aprirà bocca per un pò. Lei e le sue solite seghe mentali su Claudio e la ex. Ogni volta ringrazia di avere ereditato da papà Franco tutta la sicurezza necessaria per vivere serena persino una storia con Giò, il bello e dannato del gruppo (se dovesse farsi pensieri su ogni ex di Giò, passerebbero giorni e giorni). Chiara osserva la maniglia della 500 muta e lei non può fare altro che perdersi in monologhi, facendo finta di non accorgersi dello stato dell'amica. E' una vacanza, c'è bisogno di serenità.


I ragazzi escono dall'autogrill.

Vitto prende la mano dell'amica e la spinge in auto.

La farfalla si allontana dall'auto.

Alzando gli occhi Chiara incontra lo sguardo di Claudio.

Ogni pensiero segue il volo di quella farfalla.





(di getto#7.1)

lunedì 6 dicembre 2010

di getto#6

Sofia apre gli occhi. E' ormai giorno ma non ha nessuna voglia di alzarsi. La sveglia è suonata da almeno un quarto d'ora e lei si è limitata a disabilitarla tirando lentamente un braccio fuori dal piumone per reinserirlo subito dopo al calduccio. Non ha nessuna voglia di uscire fuori, aspettare il bus sotto la pioggia, seguire lezioni noiose e poco utili. I pensieri vagano veloci su quello che la attende. Non riesce a stare tranquilla nemmeno sotto le coperte e di prima mattina.. che tormento. Sofia ormai è sveglia. Decide di abbandonare nuovamente il suo caldo nido e lancia il braccio alla ricerca del cellulare riposto sul comodino la sera prima. Eccolo. Scorre veloce la posta ricevuta rileggendo i messaggi di Davide: probabilmente l'unico motivo per cui potrebbe alzarsi finalmente dal letto. Ripensa alla loro prima uscita e sorride. Sono passati due anni da quella sera ma ogni volta che le loro labbra si sfiorano prova quello stesso brivido. Ogni volta che le loro mani si toccano. Ogni volta che i loro corpi si incontrano. La stessa emozione. Lo stesso desiderio. Lo stesso piacere. Sofia apre gli occhi. E' ormai giorno e ha trovato nel suo cuore una dolcissima ragione per alzarsi.


mercoledì 3 novembre 2010

di getto#5

Lo chiamerò Cesare. Ci sta.
Capelli ricci. E nonostante l'associazione classica riccio-capriccio, un ordine apparente.
Ciglia lunghe. Occhi di un colore spento, eppure espressivi. Vivi.
Autobus pieno. E' l'ora di punta.
Cesare si guarda intorno agitato. Fuori piove.
Apre uno zainetto privo di personalità. Un foglio bianco e una biro rossa.
Continua a cercare lo sguardo dei passeggeri del bus. La maggior parte delle volte non lo trova. Si gira verso il finestrino, guarda le macchine procedere lente sotto la pioggia, scrive.
Una calligrafia particolare, da donna. Tondeggiante, ordinata.
Una canzone, forse una poesia. Non riesco a distinguere le parole, ma sono sicura parli di una ragazza. Di un amore. Dell'amore. Mi piace pensare così.
Si guarda nuovamente intorno, tra poco dovrà scendere.
Apre uno zainetto privo di personalità. Ritira un foglio colorato di parole e una biro rossa.
Alla prossima Cesare.


sabato 2 ottobre 2010

di getto#4

Era una spiaggia dalla sabbia fine e bianca. Greta camminava lenta, sola coi suoi pensieri. Amava immergere i piedi nella sabbia e sentire l'acqua salata ricoprirli. Indossava un vestito leggero, di quelli che sono stropicciati di natura e puoi anche non stirare. I capelli sciolti ricadevano sulla schiena, morbidi. Monica li guardava oscillare ad ogni passo dell'amica. Stava affondando i bianchi denti in una succosa pesca e si guardava in giro. Le piaceva prendere il sole e lasciare che l'intenso calore dell'estate, e gli sguardi dei vicini d'ombrellone, abbracciassero il suo corpo longilineo. Cosa assolutamente lontana dai desideri di Jo. Capelli rosso fuoco e pelle color latte. La più estroversa e dinamica delle tre durante la notte, si trasformava in una solitaria e monotona turista di giorno. Lei, un ombrellone e un libro.
Alla vista di un estraneo sarebbe sembrato che queste fanciulle non avessero nulla in comune, eppure anche le cose più diverse possono rivelare la stessa essenza. E così era per loro.

martedì 24 agosto 2010

di getto#3

Mi sono accorto di te in una giornata di pioggia. Eri seduta al tavolo meno illuminato della biblioteca, in fondo alla sala vicino ai libri di letteratura inglese. Seguivi con lo sguardo la pioggia infrangersi sui vetri. Indossavi un golfino color crema su una maglietta blu. I capelli raccolti in una morbida coda. Avevi una matita tra le mani e davanti a te un libro, fisso sulla stessa pagina da quando l'avevi aperto. Ho avuto l'impressione fossi immersa in un mondo tutto tuo. Dove i tuoi pensieri volano...


"Edo è bellissima"

"Credi? Non l'hai nemmeno finita di leggere..."

"dettagli"

"..non lo so. E se pensa che sono una specie di maniaco spione? e se poi andasse bene ma non le piacesse come porto i capelli o come ballo"

"tu non sai ballare"

"si grazie Pam. dicevo.. o i miei jeans preferiti o il mio amato jack o la mia auto vecchia.. cosa faccio Pam?"

"Edo ma quanto piagnucoli. Fallo e basta"

"e se.."

"vorrei sapere chi ti ha dato il dono di pensare così tanto.."

"Pam leva le scarpe dal letto"

"e anche quello di parlare.."

"spiritosa"

"ma si Edo, le donne amano queste romanticherie.."

"e tu come fai a saperlo?!"

"uh abbiamo appena trovato il secondo spiritoso della serata.."

"Inviata. Incrocia le dita"

"solo se mi fai tenere le scarpe e domani.."

"tutto quello che vuoi"

"tze.. fin troppo facile cavolo. Nessun gusto.. ridatemi il mio Edo"

"si spera presto il suo Edo.."

"già.. suo.."




(di getto#3.1)

lunedì 23 agosto 2010

di getto#2

Elisabetta si alza dal letto. Spegne la luce e torna a sdraiarsi vicino a Chiara.
Chiara riconosce quel gesto e capisce che la sua amica non vuole sentire nulla.
Solo i loro respiri. Solo la sua vicinanza.
E Chiara esegue. Si stringe a Betta senza preoccuparsi della (ex)-maglietta nuova che presto dovrà essere strizzata. "Eli andrà tutto bene. Sono qui con te."

Elisabetta si alza dal letto. Accende la luce e si dirige in bagno ripensando a quella sera.
Sono passati 2 anni e tante cose sono cambiate nella sua vita. Nella loro vita.
Le persone cambiano come le stagioni. E nulla può evitarlo. Nemmeno loro ci sono riuscite.



(di getto#2.1)

sabato 10 luglio 2010

di getto#1

Laura cammina sul marciapiede senza fretta. Il suo sguardo è fisso sul terreno.
Una piccola goccia scivola dalla fronte alla guancia arrossata a causa dell'incessante caldo. Al suo fianco, Veronica. Occhi grandi e attenti a non farsi sfuggire nulla.
Le lunghe gambe bianche scoperte.

La timidezza cammina mano nella mano con la sfrontatezza.
Due opposti uno accanto all'altro.