Ogni giorno sedeva allo stesso tavolino . Uno di quelli leggeri da dehor. Sedeva lì e aspettava. Un the ghiacciato a rinfrescarlo dal calore di quelle ore. Sedeva sempre solo e guardava verso la fermata del tram dall'altra parte della strada. E poi quell'odore di menta lo colpiva dritto in faccia. Era un attimo. Un solo momento di puro ricordo. Era successo per caso. Stava lì a contare le ore trascorse. Passo svelto, grembiule in mano, capelli sciolti. Odore di menta. "Tesoro lavati le mani.. è ora di pranzo." Flash. "Bravo..siediti bene". Allora si alzava e tornava a casa. Sorrideva.
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venerdì 16 settembre 2011
sabato 20 agosto 2011
di getto#6.2
mercoledì 22 giugno 2011
di getto#4.1
lunedì 28 marzo 2011
di getto#6.1
sabato 5 febbraio 2011
di getto#3.1
(di getto#3)
mercoledì 19 gennaio 2011
di getto#2.1
Betta è alla finestra.
Incessante. Incalzante. Non riesce a smettere di guardare la pioggia.
La strada è vuota. O forse la pioggia è talmente fitta da nascondere tutto alla vista.
Betta pensa a lei. Non lo fa spesso come prima, ma ogni tanto Chiara torna a bussare alla porta della memoria. E Betta apre.
Il suono del telefono la sveglia dai suoi ricordi. Accende la luce e si dirige verso quella musica ripetitiva. "Chissà dove l'ho lasciato.."
Silenzio. "Beh, richiameranno.."
Improvvisamente sente freddo. Betta indossa una felpa, di quelle che la avvolgono in un caldo abbraccio. Spegne la luce e si dirige verso la finestra. Verso la pioggia. Verso il suo passato. Verso lei. Ed eccola. Potrebbe riconoscere quei capelli ricci e biondi tra mille bambole bionde. Potrebbe riconoscere quelle gambe lunghe e muscolose tra quelle di mille ballerine. Potrebbe riconoscere Chiara tra mille, semplicemente. Riapre gli occhi, come da un sogno lontano. E lei è lì. Vicina, oltre il vetro. Sotto la pioggia. Incessante. Incalzante. La sua presenza.
Betta stropiccia gli occhi. E lei è lì, ancora.
"Ehi.."
"Ehi.."
Incessante. Incalzante. Il silenzio tra loro.
"Davide mi ha lasciata.. di nuovo."
"Tutti vengono lasciati" vorrebbe dire Betta. Come Chiara aveva fatto due anni prima, lasciandola senza parole. Alzando quel muro che le aveva allontanate, che le aveva portate a cambiare. Le persone cambiano come le stagioni. E nulla può evitarlo. Nemmeno loro ci sono riuscite. Ma ora lei è lì, ancora.
"Mi spiace.." dice a Chiara. "Te l'avevo detto" dice tra sè.
Betta abbassa lo sguardo. Non riesce a sostenere lo sguardo triste di Chiara, quegli occhi azzurri che potrebbe riconoscere tra mille paia.
Non riesce a sostenere la massa di pensieri, il peso delle parole non dette, che le impediscono di essere felice, nonostante tutto.
"Mi sei mancata" Chiara lo sa.
"Non siamo più quelle di un tempo" Betta lo sa.
Incessante. Incalzante. La distanza tra loro.
Per ora.
(di getto#2)
giovedì 13 gennaio 2011
di getto#7.1
(di getto#7)
martedì 11 gennaio 2011
di getto#7
Una farfalla si posa sul bordo della maniglia della piccola 500 verde.
Chiara e Vitto aspettano fuori dall'autogrill mentre Gio' e Claudio sono entrati (da ormai venti minuti) per fare rifornimento di dolciumi e schifezze varie. Li aspetta un viaggio lungo e Vitto, la solita sbadata, ha dimenticato il compito che le era stato assegnato (l'unico). Per cui eccole, ferme sotto il sole, vicino al "bolide" di Chiara, nell'attesa che i ragazzi rimedino alla dimenticanza della rossa del quartetto.
Chiara ascolta senza attenzione i discorsi dell'amica sulle ultime tendenze dell'estate: il lucida-labbra ipermegastraluccicoso che solo nelle pubblicità dura ore intere, quelle scarpe con il tacco che metterai una volta nella tua vita (ma sono tanto belle), le ballerine anche per chi non sa la differenza tra la prima e la seconda e ancora blablabla. L'attenzione di Chiara è così bassa che riesce a farsi distrarre da una farfalla, posatasi delicatamente sull'auto della mamma. La dolce Chiara ne osserva ogni dettaglio: i colori accesi, le ali delicate, quel volo solitario.
Vitto non sopporta i silenzi. Ogni volta che gli occhi di Chiara sembrano perdere la loro solita luce, la rossa capisce che l'amica non aprirà bocca per un pò. Lei e le sue solite seghe mentali su Claudio e la ex. Ogni volta ringrazia di avere ereditato da papà Franco tutta la sicurezza necessaria per vivere serena persino una storia con Giò, il bello e dannato del gruppo (se dovesse farsi pensieri su ogni ex di Giò, passerebbero giorni e giorni). Chiara osserva la maniglia della 500 muta e lei non può fare altro che perdersi in monologhi, facendo finta di non accorgersi dello stato dell'amica. E' una vacanza, c'è bisogno di serenità.
I ragazzi escono dall'autogrill.
Vitto prende la mano dell'amica e la spinge in auto.
La farfalla si allontana dall'auto.
Alzando gli occhi Chiara incontra lo sguardo di Claudio.
Ogni pensiero segue il volo di quella farfalla.
(di getto#7.1)
lunedì 6 dicembre 2010
di getto#6
mercoledì 3 novembre 2010
di getto#5
sabato 2 ottobre 2010
di getto#4
Alla vista di un estraneo sarebbe sembrato che queste fanciulle non avessero nulla in comune, eppure anche le cose più diverse possono rivelare la stessa essenza. E così era per loro.
martedì 24 agosto 2010
di getto#3
Mi sono accorto di te in una giornata di pioggia. Eri seduta al tavolo meno illuminato della biblioteca, in fondo alla sala vicino ai libri di letteratura inglese. Seguivi con lo sguardo la pioggia infrangersi sui vetri. Indossavi un golfino color crema su una maglietta blu. I capelli raccolti in una morbida coda. Avevi una matita tra le mani e davanti a te un libro, fisso sulla stessa pagina da quando l'avevi aperto. Ho avuto l'impressione fossi immersa in un mondo tutto tuo. Dove i tuoi pensieri volano...
"Edo è bellissima"
"Credi? Non l'hai nemmeno finita di leggere..."
"dettagli"
"..non lo so. E se pensa che sono una specie di maniaco spione? e se poi andasse bene ma non le piacesse come porto i capelli o come ballo"
"tu non sai ballare"
"si grazie Pam. dicevo.. o i miei jeans preferiti o il mio amato jack o la mia auto vecchia.. cosa faccio Pam?"
"Edo ma quanto piagnucoli. Fallo e basta"
"e se.."
"vorrei sapere chi ti ha dato il dono di pensare così tanto.."
"Pam leva le scarpe dal letto"
"e anche quello di parlare.."
"spiritosa"
"ma si Edo, le donne amano queste romanticherie.."
"e tu come fai a saperlo?!"
"uh abbiamo appena trovato il secondo spiritoso della serata.."
"Inviata. Incrocia le dita"
"solo se mi fai tenere le scarpe e domani.."
"tutto quello che vuoi"
"tze.. fin troppo facile cavolo. Nessun gusto.. ridatemi il mio Edo"
"si spera presto il suo Edo.."
"già.. suo.."
(di getto#3.1)
lunedì 23 agosto 2010
di getto#2
(di getto#2.1)
sabato 10 luglio 2010
di getto#1
Una piccola goccia scivola dalla fronte alla guancia arrossata a causa dell'incessante caldo. Al suo fianco, Veronica. Occhi grandi e attenti a non farsi sfuggire nulla.
Le lunghe gambe bianche scoperte.
La timidezza cammina mano nella mano con la sfrontatezza.
Due opposti uno accanto all'altro.